Stress, mobbing o burn out?

Tu sai distinguere lo stress lavorativo dal fenomeno del mobbing e del burn out?

Sono tutti possibili risvolti dell’ambiente lavorativo e del nostro modo di viverlo e percepirlo, ecco una breve descrizione che può aiutarti a fare chiarezza:

  • Lo stress lavorativo può essere definito come una situazione di prolungata tensione che può ridurre l’efficienza sul lavoro e determinare un cattivo stato di salute.
  • Il mobbing è un comportamento rivolto contro un lavoratore che determina un rischio per la salute fisica e mentale e che, non necessariamente, coincide con lo stress lavorativo.
  • Il burn out consiste in un graduale esaurimento emotivo che si manifesta
    con una significativa perdita della propria motivazione a seguito di frustrazione e
    tensione.

Il mobbing

Con il termine mobbing si intende un’attività persecutoria che può essere messa in atto dal tuo dirigente (il tuo capo o il tuo responsabile) o dai tuoi colleghi. Questo comportamento che solitamente è finalizzato ad allontanarti dal luogo di lavoro, per essere definito mobbing deve avere una durata di tempo prolungata e deve essere la causa di alcuni disturbi psicofisici.

Il mobbing può essere di tipo orizzontale, se subisci i comportamenti vessatori da parte dei colleghi, o verticale se essi provengono dal tuo capo o dal tuo diretto responsabile.

Le motivazioni che portano le persone a mettere in atto questo tipo di comportamento sono complesse e molteplici; tra le più frequenti troviamo invidia, risentimento per posizioni o mansioni percepite come favorevoli e privilegiate, frustrazione personale, inadeguatezza o insicurezza, timore di diventare vittima a propria volta se non si aderisce al comportamento vessatorio attuato da altri.

I sintomi psicologici di chi subisce un simile comportamento sono importanti:

  • ansia
  • depressione
  • attacchi di panico
  • nevralgie
  • insonnia
  • inappetenza
  • altri sintomi psicosomatici

Se pensi di trovarti in questa situazione, non aspettare ancora, contatta subito il medico del lavoro (se lavori in una grande azienda dove è presente) oppure rivolgiti al tuo medico di famiglia che saprà indicarti i successivi passi da compiere mentre ti rivolgi ad una psicologa per una consulenza specialistica.

La consulenza psicologica ti è utile per diagnosticare con precisione la situazione e valutare l’eventuale correlazione tra la sintomatologia riferita e gli eventi lavorativi.

Una volta approfonditi gli aspetti fisici e psicologici, avrai a tua disposizione una relazioni clinica che ti servirà quando ti rivolgerai al tuo avvocato o alle associazioni preposte. In questo modo avrai tutto quello che ti serve per valutare l’ipotesi di intraprendere un’azione legale.

Il sostegno psicologico individuale in questo caso si rivela essenziale, perché ci si sente estremamente vulnerabili quando si vive una situazione di questo tipo.

Per fortuna, sono sempre più numerose le aziende che richiedono una consulenza psicologica a scopo preventivo: per gestire problematiche specifiche e per favorire il benessere nell’ambiente di lavoro che incide in modo significativo sulla produttività.

Il burn out

Il burn out è generalmente definito come una sindrome da esaurimento emotivo che può manifestarsi in tutte quelle professioni con implicazioni relazionali, come  ad esempio i professionisti delle relazioni di aiuto (medici, psicologi, infermieri, oss) o chi si coccupa di relazioni con il pubblico, o ancora forze dell’ordine, insegnanti, avvocati, segretarie e manager.

Le caratteristiche che ti possono esporre al rischio burn out sono:

  • contatto interpersonale frequente e di una certa durata
  • costante richiesta di diponibilità
  • personalità e atteggiamento individuale

Il burn out può essere considerato un malessere individuale, ma anche sociale se coinvolge lo staff, o un settore organizzativo nel suo insieme, a discapito di entusiasmo, energia e motivazione.

Potresti ad esempio sentirti completamente esaurita e sfinita, incapace di qualsivoglia recupero, sino ad arrivare a disinteressarti completamente del lavoro, con ovvie ripercussioni sulla produttività.

Il burn out infatti implica un problema emozionale, un problema di adattamento e un problema di impegno.

Potresti sentirti in crisi, e non necessariamente ricondurre il tuo stato d’animo all’ambiente di lavoro. Proprio perché non è facile risalire alle cause di questa crisi è importante rivolgersi a un professionista psicologo.

Le cause del burn out sono ambientali:

  • il luogo di lavoro
  • il clima che vi si respira
  • eccessivo carico di lavoro
  • mancanza di adeguata supervisione
  • scarse gratificazioni e soddisfazioni
  • ridotto senso di appartenenza
  • ingiustizie
  • scarsa retribuzione
  • discrepanza tra le tue caratteristiche e le mansioni che ti sono attribuite
  • ambiguità
  • conflitti di ruolo
  • ripetitività

Chi è più predisposto?

Ci sono alcune caratteristiche personali che possono rendere più vulnerabili al rischio di burn out:

  • introversione
  • iperattività
  • stile autoritario
  • ambizione e competizione

Le donne sembrano essere più esposte degli uomini, in particolar modo se sono all’inizio della loro carriera.

I sintomi possono essere fisici:

  • ulcera
  • cefalea
  • disturbi cardiovascolari
  • difficoltà sessuali

o psicologici:

  • pessimismo
  • rabbia
  • risentimento
  • irritabilità
  • aggressività
  • indifferenza
  • depressione
  • difficoltà relazionali
  • scarsa autostima
  • stanchezza
  • apatia
  • nervosismo
  • irrequietezza
  • insonnia

Che cosa fare?

Il burn out deve prima di tutto essere riconosciuto, e in seguito può essere affrontato a livello aziendale o personale.

Se la tua azienda non prevede un’intervento specifico per il burn out, non perdere tempo e richiedi una consulenza con uno psicologo: l’acquisizione di adeguate strategie mentali e comportamentali può aiutarti a recuperare in breve tempo il benessere perduto.