Dr. Elena De Franceschi

Psicologa Clinica e Psicodiagnosta

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Bambini aggressivi

Posted on Ottobre 18, 2014Luglio 5, 2015 by Dr. Elena De Franceschi

Numerose ricerche internazionali e studi di casi clinici hanno individuato quattro comportamenti efficaci che il genitore può adottare per contenere il comportamento aggressivo del proprio figlio.

La prima indicazione che si è rivelata utile è apparentemente la più difficile da attuare. Se il bambino mostra aggressività è importante evitare le punizioni, che costituiscono solo una temporanea interruzione del comportamento indesiderato, e rinforzare i comportamenti positivi. Ovvero: riconoscere e gratificare i bambini quando fanno qualcosa di positivo o mostrano un atteggiamento adeguato alla situazione. Attraverso un lavoro educazionale di questo tipo si atterrà una lenta ma stabile tendenza ad assumere i comportamenti desiderabili e un progressivo abbandono di quelli aggressivi.

Il secondo aspetto fondamentale è l’assunzione di un comportamento coerente da parte di entrambi i genitori per quanto concerne l’educazione. Ciò implica una precisa definizione e condivisione delle regole da rispettare, delle eventuali conseguenze qualora ciò non avvenga e della valutazione di occasionali  eccezioni.

L’esplicitazione precisa dei limiti e delle aspettative genitoriali è altrettanto importante per consentire al bambino di percepire chiarezza e non ambiguità, consentendogli di rilassarsi e tranquillizzarsi riducendo così la messa in atto di manifestazioni aggressive.

Infine, i genitori dovrebbero fare fronte comune, assumere cioè la stessa posizione nei confronti dei comportamenti del bambino, previa valutazione dell’accaduto e dell’età. La messa in atto di un comportamento violento quale il rompere giocattoli o spingere il fratellino determina un attivazione fisiologica nel bambino che necessita dell’intervento del genitore per ridursi. In questo caso l’adulto aiuterà il bambino a interrompere l’azione con un tono di voce calmo, rinforzerà il comportamento positivo (gratificazione per aver interrotto l’azione) e solo in seguito gli spiegherà le motivazioni per attuare o meno determinati comportamenti.

La Vallée Notizie

Categoria: Psicologia clinica

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